Comunicati dell'Ufficio stampa

“Botteghe di cultura”, prosegue il progetto di rigenerazione urbana

Via libera della Giunta al rinnovo del progetto di rigenerazione urbana a base culturale nel quartiere Don Bosco a Bolzano. Vettorato: “Iniziativa vincente apprezzata dalla cittadinanza”.

Nel 2017, la Giunta provinciale ha approvato il progetto “Botteghe di cultura”, che ha consentito di concedere quattro negozi di proprietà IPES, siti nel quartiere Don Bosco di Bolzano, ad altrettante organizzazioni culturali. Obiettivo dell’iniziativa ridare significato a luoghi abbandonati attraverso azioni culturali, affinché i risultati possano essere condivisi dall’intera cittadinanza. Le organizzazioni sono state selezionate tramite un bando pubblico gestito dalla Ripartizione Cultura italiana, mentre l’utilizzo dei negozi è stato concesso in comodato gratuito per due anni (rinnovabili a fronte di una valutazione positiva del progetto da parte della Giunta provinciale) in cambio di un’attività sociale e culturale gratuita a favore dei residenti e commercianti del quartiere. 

La Giunta oggi (16 novembre), su proposta dell’assessore alla cultura italiana, Giuliano Vettorato, ha deciso di rinnovare il progetto culturale per altri sei anni, a seguito anche del riscontro positivo di tre associazioni, “La strada/Der Weg”, Cooperdolomiti e SIS, Social Innovation South Tyrol, che hanno confermato la loro disponibilità a proseguire l’iniziativa. 

“Le organizzazioni hanno investito propri mezzi nei negozi rendendoli attrattivi per la cittadinanza con il coinvolgimento diretto dei giovani abitanti del quartiere Don Bosco – sottolinea l’assessore alla cultura italiana Giuliano Vettorato -  sostenendo nuove forme di occupazione giovanile nel settore creativo e culturale e sviluppato nuove forme di intervento per migliorare la coesione sociale nei quartieri di Bolzano attraverso la cultura. Un lavoro virtuoso e molto apprezzato - conclude che si è ormai radicato in un quartiere particolarmente complesso della città di Bolzano, che ha bisogno di presidi culturali visibili e permanenti”.


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ASP/tl/mpi