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Frutticoltura: la Provincia accantona la denuncia e cerca il dialogo

Dialogo costruttivo: questa la via concordata dall'assessore all'agricoltura con l'Umweltinstitut di Monaco, Alexander Schiebel e l'editore oekom. Di qui la scelta di ritirare la denuncia.

Frutticoltura in Alto Adige: vince la via del confronto. (Foto: IDM/Manuel Kottersteger)

L'assessore provinciale all'agricoltura, insieme ai frutticoltori dell'Alto Adige, ha deciso di rinunciare all'azione legale congiunta nel procedimento avviato contro l'Umweltinstitut/Istituto per l'ambiente di Monaco di Baviera, contro l'autore Alexander Schiebel e contro la casa editrice oekom sul tema dell'uso dei fitosanitari in agricoltura. Lo scorso sabato 12 settembre, su impulso dell'assessore altoatesino si sono svolti colloqui stragiudiziali nell'ambito dei quali si è riaperto il dialogo con la controparte. Nel corso del colloquio si è giunti alla decisione di confrontarsi in modo rispettoso e costruttivo, decisione che ha condotto al ritiro della denuncia da parte altoatesina.

"Siamo sempre pronti al confronto oggettivo, ed è per questo che ho cercato il dialogo anche con le controparti nel fine settimana. In questo contesto ho anche annunciato l'intenzione di ritirare la denuncia per avviare un dialogo costruttivo. Manterremo la parola data e ritireremo la denuncia" ha chiarito l'assessore. "Il nostro scopo nel presentare la denuncia era chiarire che c'è un limite nelle discussioni, a prescindere dai toni, oltre il quale si sconfina nella diffamazione. In questo senso il nostro obiettivo è stato raggiunto" ha spiegato l'assessore altoatesino all'agricoltura. Non sarà solo l'assessore a ritirare la denuncia, ma anche quei contadini altoatesini che si erano aggregati alla denuncia, ossia produttori tramite lotta integrata e componenti dell'associazione Bioland.

La Procura della Repubblica italiana aveva ritenuto giustificata l'ipotesi accusatoria, procedendo con la richiesta di rinvio a giudizio per diffamazione aggravata. Un segnale che per i frutticoltori altoatesini è già un risultato concreto: la prova che questo superamento di un confine sia effettivamente avvenuto. Nel libro "Das Wunder von Mals" pubblicato dall'editore oekom, Alexander Schiebel accusa i frutticoltori altoatesini di "omicidio". L'Istituto per l'ambiente di Monaco di Baviera aveva avviato un'azione di comunicazione a Monaco di Baviera con un'immagine simbolica che, come si è scoperto, non mostrava un coltivatore di mele ma un coltivatore biologico che solforava le sue viti.

L'assessore provinciale all'agricoltura ha chiarito che non si è mai trattato di chiedere un risarcimento danni, come ha affermato la parte avversa: "Non vogliamo rovinare nessuno, ma trattarci l'un l'altro con rispetto. Lo dobbiamo alle nostre piccole aziende agricole a conduzione familiare. Abbiamo chiesto con forza questo rispetto, ma siamo volentieri disponibili a una discussione obiettiva".

Oltre 30 anni fa la frutticoltura altoatesina è passata al metodo di produzione integrato, che prevede standard più elevati rispetto ai requisiti di legge. Ogni utilizzo di fitosanitari viene controllato in relazione alla necessità effettiva e al rispetto dei requisiti di legge. L'agricoltura altoatesina risponde ai nuovi sviluppi sociali, alle sfide e agli standard di valore con innovazione e capacità di rinnovarsi. Ad esempio, si basa già sull'ampliamento delle varietà e sulle scoperte scientifiche su come la domanda dei consumatori possa essere soddisfatta ancora meglio in armonia con la protezione dell'ambiente.

"L'Alto Adige vuole diventare il frutteto d'Europa con la più grande biodiversità e produrre a emissioni zero per tutelare il clima" afferma l'assessore all'agricoltura altoatesino. Verso questo obiettivo l'Alto Adige è già sulla strada giusta, ma resta aperto a suggerimenti se si vuole accelerare in questa direzione.

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