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Fondo sociale europeo, 6 milioni per l'integrazione lavorativa

Nel 2020 saranno 10.843 le persone che parteciperanno a una formazione finanziata dal FSE. Il 14 gennaio la presentazione dell’ultimo avviso per l’inclusione sociale. L’esperienza di Change.

I partecipanti al corso "Il lavoro di base in cucina" hanno imparato a lavorare nelle imprese di ristorazione della provincia di Bolzano (Foto: ASP/Change)

Saranno 10.834 le persone che nel 2020 frequenteranno un corso di formazione finanziato in Provincia di Bolzano grazie al Fondo sociale europeo. I progetti approvati nel 2019 sono stati 312 su 485 complessivamente valutati, per un finanziamento pubblico complessivo di 28 milioni di euro. Diversi i settori di intervento dei 312 progetti: 127 riguardano la formazione continua nelle imprese, 40 il contrasto alla dispersione scolastica e la formazione di allievi e insegnanti, 60 sono stati incentivi alle aziende ad assumere persone non occupate (giovani e soggetti svantaggiati) e 85 progetti sono destinati alla formazione di persone disoccupate, non occupate e inattive. Il 2020 è l’ultimo anno per il periodo di programmazione 2014-2020, e lo scorso 5 dicembre è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige. l’ultimo avviso in ordine di tempo per l’inclusione sociale. A disposizione ci sono 6 milioni di euro da investire nell’integrazione lavorativa delle fasce più vulnerabili come ex detenuti, persone affette da dipendenze, migranti, minori stranieri non accompagnati prossimi alla maggiore età e persone senza fissa dimora. Le domande vanno presentate entro il prossimo 28 febbraio e la presentazione ufficiale dei contenuti del bando è fissata per

martedì 14 gennaio 2020

alle ore 9

all’Auditorium del Palazzo provinciale 12

in via Canonico M. Gamper 1, a Bolzano

"L'inclusione sociale è uno degli obiettivi strategici dell'Agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo sostenibile - spiega la direttrice della Ripartizione Europa Martha Gärber - e il prossimo periodo di programmazione 2021-27 continuerà ad avere l'inclusione sociale fra i suoi settori principali d'azione. In questo modo la sostenibilità diventerà sempre di più la bussola della Provincia di Bolzano in tutte le sue accezioni: economica, ambientale ma anche, appunto, sociale" ha detto Gärber.

L'esempio della cooperativa Change

Un esempio di attività nell'integrazione sociale è stato "Il lavoro di base in cucina" organizzata dalla cooperativa Change in collaborazione con Croce Rossa, Caritas e Volontarius. Rivolto a migranti e richiedenti asilo, il progetto ha coinvolto 8 giovani che hanno imparato a lavorare in ristoranti e strutture ricettive, in alcuni casi trovando anche un'occupazione stabile all'interno dell'azienda di ristorazione dove hanno svolto lo stage. "Molti migranti hanno già alle spalle esperienze di lavoro nel paese d'origine. Questi corsi sono utili a sviluppare le competenze, integrando le proprie conoscenze con quelle richieste dal nuovo contesto lavorativo e sociale" spiega Albino Leonardelli, all'epoca coordinatore per Caritas della struttura di accoglienza di via Merano 90, dalla quale è venuta oltre metà dei partecipanti al corso di cucina. "La priorità va data ai corsi di lingua, altrimenti le esperienze lavorative rischiano di non tradursi in concreta integrazione" aggiunge Lorenzo Mirabelli, coordinatore della formazione in Croce Rossa.

sf

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